Info@biomedicabusinessdivision.com
+39 06 86939986

Ipercolestemia

Ipercolestemia

Postato da: davide
Categoria: approfondimenti

Con il termine ipercolesterolemia si intende un eccesso di colesterolo nel sangue. L’ipercolesterolemia (quando cioè il colesterolo supera i 240 mg/dl), è aumentata negli ultimi 10 anni in entrambi i sessi: il 38% degli italiani ne soffre contro il 24% del 1998-2002.

Sono i dati presentati quest’anno dall’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare Iss-Anmco (Istituto superiore di sanità-Associazione nazionale medici cardiologi spedalieri)/Health Examination Survey.

L’ipercolesterolemia può essere ereditaria e familiare, oppure può manifestarsi come fenomeno secondario in diverse malattie quali ad esempio il diabete mellito e l’ipotiroidismo, oppure può essere una conseguenza dell’uso prolungato di alcuni farmaci o infine avere un’origine legata prevalentemente alla dieta.

IL COLESTEROLO

Il colesterolo è una sostanza che viene prodotta dal fegato e in parte viene assunta anche con la dieta alimentare. È fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo in quanto contribuisce al metabolismo dei grassi, alla formazione degli ormoni steroidei e favorisce significativamente la produzione di vitamina D, essenziale per l’assorbimento del calcio.

Nelle cellule il colesterolo entra a far parte delle strutture di sostegno e specialmente delle membrane cellulari in complessi lipido-proteici. Esso ha quindi un’importanza vitale nell’economia dell’organismo. Gli acidi biliari inoltre, necessari per la digestione e l’assorbimento intestinale dei grassi, non sono che prodotti di degradazione del colesterolo eliminati per le vie biliari.

Nel sangue si trova per la maggior parte (60-75%) legato ad acidi grassi insaturi a lunga catena (esteri del colesterolo), e per il restante libero. Nonostante l’insolubilità nei mezzi acquosi il colesterolo si mantiene in circolo in quanto veicolato, insieme ad altre sostanze a tipo lipidico, dalle proteine del siero e particolarmente da alcune globuline (alfa e beta lipoproteine).

Una parte del colesterolo totale è legato alle lipoproteine LDL e HDL. Distinguiamo, quindi

il colesterolo totale che è un indice di funzionalità epatica
il colesterolo LDL o colesterolo “cattivo” in quanto le proteine LDL depositano il colesterolo in eccesso sulle pareti delle arterie, favorendo così la formazione delle placche.
il colesterolo HDL o colesterolo “buono” in quanto le proteine HDL prelevano il colesterolo dalle pareti delle arterie, ostacolando la formazione delle placche aterosclerotiche.
Pur avendo importanti funzioni, quindi, il colesterolo non deve superare determinate quantità.

L’ eccesso di colesterolo LDL viene quindi considerato pericoloso perché accumulandosi può portare alla formazione di placche atereosclerotiche, che possono occludere i vasi sanguigni, impedendo così l’afflusso di sangue al cuore con il rischio di infarto e altri problemi cardiovascolari.

Non esiste una correlazione diretta tra livelli di colesterolemia (che variano significativamente nel tempo) e grado di ostruzione delle arterie, ma molti studi hanno mostrato che più è alto il colesterolo (e/o più fattori di rischio sono presenti) tanto più rapida può essere l’evoluzione della malattia aterosclerotica.
Nell’aterosclerosi e nella cardiopatia ischemica, quindi, giocano un ruolo importante l’ipercolesterolemia e, soprattutto, alti livelli di LDL – colesterolo e bassi livelli di HDL – colesterolo.

Il colesterolo viene misurato attraverso le analisi del sangue. Attualmente i valori di riferimento vengono considerati i seguenti:

Colesterolo Totale: < 200 mg/dl

o Limite superiore : 200 – 239 mg/dl
o Limite alto : > 240 mg/dl

Colesterolo LDL : < 130 mg/dl

Colesterolo HDL : > 35 mg/dl

Preferibile:
>40 mg/dl uomini
>50 mg/dl donne

FATTORI DI RISCHIO

Esistono diversi fattori di rischio che possono contribuire all’ipercolesterolemia, tra cui:

Una dieta troppo ricca di cibi grasso
Sovrappeso e obesità
Mancanza di attività fisica
Malattie metaboliche come il diabete
Condizioni fisiologiche particolari come gravidanza o menopausa
Patologie epatiche, insufficienza renale cronica, ipotiroidismo
Il fumo può danneggiare i vasi sanguigni e accelerare il processo di indurimento delle arterie
L’età, soprattutto fra le donne tende ad aumentare il livello di colesterolo LDL
Genetica ed ereditarietà
Un eccesso di colesterolo in genere è del tutto asintomatico, per questo è buona norma effettuare dei controlli di routine per verificarne il livello.
Nel corso del tempo si possono invece avere segni del danno d’organo subclinico, ad es.: formazione di placche ateromatose a livello carotideo o femorale o a livello coronarico (con conseguente angina o addirittura infarto se l’ostruzione dell’arteria diventa molto grave). Inoltre, in alcuni casi si riscontrano i cosiddetti xantomi, delle degenerazioni della pelle di colore giallastro dovute all’accumulo di lipidi.

PREVENZIONE E ALIMENTAZIONE

La prevenzione è la strategia principale per mantenere la colesterolemia entro i livelli consigliati.

Tra i fattori che possono controllare l’ipercolesterolemia, il ruolo più importante spetta alla dieta: alimenti di origine vegetali e pochi grassi sono la migliore prevenzione. Ma non va dimenticato neppure l’apporto di un corretto stile di vita e l’attività fisica.

Tra le abitudini consigliate possiamo annoverare:

Un’alimentazione sana, con ridotto apporto di grassi (soprattutto di quelli saturi) e basso consumo di alcol può ridurre il colesterolo dal 5% al 10%. Un riduzione del colesterolo nel sangue pari al 10% riduce il rischio di incorrere in una malattia cardiovascolare del 20%.
Il controllo del peso corporeo
Fare attività fisica regolare
Evitare il fumo
A volte, però, intervenire sullo stile di vita non basta per tenere i livelli di colesterolo sotto controllo, e può rendersi necessario un intervento farmacologico.

A livello alimentare, se la dieta è troppo ricca di grassi saturi, cioè di origine animale, si crea uno squilibrio tra colesterolo LDL e HDL, favorendo la produzione di colesterolo “cattivo” (LDL) e diminuendo il livello di colesterolo “buono”.

Tra gli alimenti ricchi di grassi saturi troviamo:

Carne rossa: dovrebbe essere limitata a 3-4 volte a settimana, preferendo pollame o tagli magri. La cottura dovrebbe coinvolgere la minor quantità possibile di condimenti.

Formaggi: prediligere quelli con minor contenuto di grassi (mozzarella, crescenza)

Insaccati: preferire bresaola e prosciutto crudo privato del grasso visibile.

Uova: limitarne l’assunzione a massimo 2 volte a settimana, considerando anche quelle utilizzate nella preparazione dei cibi.

Frattaglie: per chi soffre di ipercolesterolemia sono sconsigliate, soprattutto cervello, fegato e reni, che sono particolarmente ricchi di colesterolo.

CIBI CONSIGLIATE

Tutti i cibi di origine vegetale. Come modalità di cottura privilegiare quella al vapore o al forno.>

Pesce. È indicato fare almeno 3-4 pasti a base di pesce a settimana, sia fresco che surgelato o conservato.

Legumi e cereali. Possono sostituire alcuni cibi sconsigliati per quanto riguarda l’apporto proteico.

Frutta.

Autore: davide